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Negli ultimi blogpost abbiamo parlato di come ormai la prototipazione con la stampa 3D sia una realtà nel settore delle protesi mediche.

Un’altro settore  nel quale non solo la prototipazione ma la vera e propria realizzazione dei prodotti avviene con le Stampanti 3D e i filamenti plastici come quelli creati dal nostro Felfil Evo, è quello dell’industria tessile, ovvero la produzione di capi di abbigliamento e accessori.

Risulta quasi difficile credere che la plastica sia adatta ad essere indossata o addiritura calzata, per questo abbiamo selezionato due progetti  che hanno come attori principali i filamenti plastici, PLA  e Nylon in particolare.

Il primo è il caso dello studio di design americano “Nervous System” che ha creato uno dei primi vestiti stampati in 3D creato grazie ad una particolare applicazione: Kinematics

Grazie a questo metodo di modellazione i vestiti si piegano come gli abiti che conosciamo partendo da un classico modello 3D.

Il software si occupa poi di convertire le forme del vestito in piccoli triangoli (come avviene per la preparazione di un modello 3d da stampare).

Secondo stampiamoin3d.com questo tipo di modellazione risolve anche un altro grande problema: la dimensione della stampa.

Il piatto di una stampante, per contenere la dimensione di un vestito, dovrebbe essere enorme ma grazie a Kinematics e l’applicazione di speciali algoritmi, il modello viene compresso per occupare il minimo volume possibile ottimizzandone il processo di stampa e riducendolo addirittura dell’85 per cento.

Ricordiamo che il vestito è stampato interamente in NYLON.

Il secondo esempio è quello della designer DANI PELEG.

Questa giovane artista si serve dei filamenti in PLA per stampare abiti in 3D “a casa”. Nel video si nota come i vestiti anche qui si adattino perfettamente al corpo delle modelle imitantone le onde dei tessuti classici.

La fashion designer ha creato una intera linea stampata in 3D nel suo salone con diverse stampanti tra le quali una Makerbot e una Prusa. La stampa per il momento impiega circa 100 ore per creare un modello ma si ipotizza una riduzione fino al 50% del tempo negli anni a venire.

Come diciamo solitamente, i campi di applicazione della stampa 3D ad oggi non conoscono confini che siano quelli dell’arte, della medicina o della moda.

Chiudiamo con una frase di DANI PELEG rilasciata a Motherboard:

“The only limitation is your imagination, so for young designers and creative people there is a world of opportunities right now!”

 

Photo Credits: Nervous System, photo by Steve Marsel Studio

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